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Affitti Uso Mensile

Rentabed

Rentabed

Via Marino e Cotronei, 10
c/o studio Cima
80128 - Napoli

L'ufficio è aperto da Lunedi a Venerdì Orario: 9.00-18.00. Sabato e domenica è possibile contattarci via mail.

Tel. +39 392 3174864
Tel. +39 320 1107764

Lunedì, 27 Marzo 2017 07:14
Dati Struttura
Appartamento in Piazzetta De Leva, zona Materdei alta, non lontano da Piazza Canneto dalla fermata della metropolitana linea 1. L'appartamento in un fabbricato moderno si trova al sesto piano con ascensore. Molto luminoso e silenzioso è ben arredato. La superficie dell'appartamento è di circa 100 mq, ha due camere da letto doppie, un soggiorno doppio, una cucina, due bagni, un grande balcone terrazzato.
 
Caratteristiche

Mq. 100
N. Camere 4
N. Posti 4
N. Soggiorni 1
N.Stanze da letto Matrimoniali 2
N. Balconi 2
N. Bagni 2
Piano Appartamento 6°
Contesto Struttura ottimo
Cucina si
Luminosità Molto luminoso
Collegamenti Metro/Bus

 
Servizi Inclusi

 
Servizi Extra

 

Prezzo: € 1200.00 
Durata Minima della Permanenza: 1 mese
Durata Massimo della Permanenza: 12 mesi
Giovedì, 16 Marzo 2017 15:49
Dati Struttura
Appartamento centralissimo a pochi metri da Spaccanapoli, situato in palazzo storico del 1500, elegantemente ristrutturato e ben arredato, primo piano senza ascensore, luminoso e silenzioso, composto da una camera da letto matrimoniale, un soggiorno con divano letto matrimoniale, cucina, due bagni, lavatrice ed internet wifi.
 
Caratteristiche

Mq. 60
N. Camere 2
N. Posti 4
N. Soggiorni 1
N. divani letto singoli 0
N.Stanze da letto Matrimoniali 1
N. finestre 2
N. Bagni 2
Piano Appartamento 1°
Contesto Struttura Zona monumentale
Luminosità Luminoso

 
Servizi Inclusi
- lavatrice
- cucina completa
- internet wi-fi
 
Servizi Extra

 costo pulizia finale 20 euro

 

Prezzo: € 60.00 a notte due persone bassa stagione - 80.00 euro a notte alta stagione.
Durata Minima della Permanenza: 3 giorni
Durata Massimo della Permanenza: 90 giorni
Martedì, 21 Giugno 2016 14:01
Dati Struttura
Appartamento situato nel centro storico nella caratteristica zona di Materdei, vicino alla metro linea 1. L'appartamento da poco ristrutturato e ben arredato ha 50 mq di superficie, molto luminoso, secondo piano senza ascensore, composto da due camere da letto doppie di cui una matrimoniale e l'altra con letti singoli,  cucina, bagno e terrazzo.
 
Caratteristiche
Mq. 50
N. Camere da letto 2
N. Posti 4
N. Finestre 4
N. Bagni 1
Piano Appartamento 2° senza ascensore
Luminosità Luminoso
 
Servizi Inclusi
- lavatrice
- cucina completa
- aria condizionata
- riscaldamento
Servizi Extra
 
Prezzo: € 80.00 a notte per 4 persone - 60 euro a notte per 2 persone.
Durata Minima della Permanenza: 3 giorni
Durata Massimo della Permanenza: 90 giorni
Mercoledì, 11 Maggio 2016 16:13

Napoli è posta su uno dei golfi più belli al mondo. Le acque che bagnano la città non sono solo una splendida cartolina: in molti quartieri infatti il mare è balneabile, limpido e cristallino. Dal lungomare – che da qualche mese i napoletani amano chiamare “liberato” -, fino ai quartieri periferici, c’è solo l’imbarazzo della scelta per chi vuol trascorrere una giornata in spiaggia. Le acque trasparenti a Napoli si concentrano principalmente nei quartieri di Posillipo e di Mergellina: il primo, pur essendo in collina, presenta una serie di stradine ripide in discesa che arrivano fino al mare.

A Posillipo le spiagge di Napoli sono per lo più piccole e strette, con un’alternanza di sabbia dorata a grani grossi e rocce a pelo d’acqua. Il litorale vede la presenza di lidi e stabilimenti balneari – molti dei quali hanno conservato il nome “bagni” in voga dal secondo dopoguerra. Tra i più noti ci sono il Bagno Sirena, la Baia delle Rocce Verdi e i Bagni Elena, tutti su Via Posillipo, così come lo stabilimento Ideal. Altra zona balneabile è quella di Marechiaro, una lunga discesa che si trova tra Via e Capo Posillipo: sul mare vi sono La Villa Imperiale e Il Gabbiano, due lidi ben attrezzati.

Una delle spiagge più suggestive ed incontaminate di Napoli è quella della Gaiola. Situato all’interno del Parco Sommerso della Gaiola, un’area marina protetta incastonata nel paesaggio costiero di Posillipo, è un luogo di pace e tranquillità assoluta; l’arenile è caratterizzato da un fondo di tufo che sostituisce la vera e propria sabbia, ed è bagnato da acque incredibilmente cristalline. Qui si possono praticare anche sport acquatici come snorkeling ed immersioni subacquee, noleggiare canoe e kayak e prendere parte a visite guidate del parco archeologico sommerso grazie agli itinerari con il battello dal fondo trasparente.

Restando in città molti napoletani in estate preferiscono restare al centro per un tuffo. Via Caracciolo e Via Partenope – che sono la naturale prosecuzione di Mergellina in direzione est - offrono un bel mare ed uno sfondo unico, il Castel dell’Ovo che si staglia sul golfo. In quest’area vi sono per lo più scogli mentre i pezzi di sabbia sono piuttosto limitati. Ma le rocce sono ben levigate e grandi, per nulla scomode.

Durante un soggiorno estivo a Napoli ci si può spostare verso la zona flegrea per fare un bel bagno. Oltre alle spiagge cittadine già citate, vi sono infatti quelle di Baia, Miseno e Miliscola (siamo a circa 25km dal centro partenopeo) che offrono la possibilità di vivere rilassanti giornate al mare. L’arenile più bello dell’area flegrea è quello del Castello di Baia: si tratta di una spiaggia raggiungibile solo via mare – c’è una barchetta che dal vicino parcheggio delle auto vi accompagna in spiaggia. Qui vi sono stabilimenti balneari ben attrezzati e un pezzetto di arenile libero. Bagnata da acque cristalline, è affollata soltanto nei week end di alta stagione.

Poi ci sono le spiagge di Miseno e Miliscola, probabilmente i due arenili per eccellenza dei napoletani e di chi vive nella zona flegrea. Sabbia fine e chiara ed acque basse rendono le spiagge accessibili anche ai più piccoli. Sono infatti le famiglie che le prendono d’assalto nei mesi più caldi garantendosi così qualche bel tuffo. Infine per trascorrere una piacevole giornata al mare ci si può imbarcare e raggiungere una delle isole del golfo: Procida (la più vicina), Ischia e Capri offrono spiagge e mare da sogno!

Chi vuol combinare vacanza e salute può recarsi in uno degli stabilimenti termali presenti a Napoli. Culla del relax per gli antichi romani, la città offre la possibilità di riposarsi tra piscine termali, saune, massaggi e trattamenti di bellezza. Tra le terme ricordiamo quelle di Agnano, zona occidentale della città, le terme Pausilya (a Posillipo), le terme puteolane e le stufe di Nerone, entrambe nell’area flegrea tra Pozzuoli e Bacoli. Gli stabilimenti termali offrono piscine all’aperto e al chiuso di diverse temperature, saune, bagno turco, l’opportunità di sottoporsi a massaggi e trattamenti di bellezza. Senza dimenticare Ischia, l’isola termale per eccellenza.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:04

Istituito nel 2003, il Parco Regionale dei Campi Flegrei è un’area di poco meno di 8mila ettari, tra le più interessanti in Italia dal punto di vista storico, naturalistico ed archeologico. Esso ingloba un territorio vulcanico che parte dall’estremità occidentale di Napoli per raggiungere tutta Pozzuoli e le sue frazioni. Il parco vede la presenza al suo interno di crateri, fumarole, resti archeologici, antichità sommerse, laghi, boschi, oltre ad una fauna e ad una flora ricchissime: un vero spettacolo della natura!

Il Parco Regionale dei Campi Flegrei è diviso in zone. La principale è la Riserva Integrata (zona A) che include l’affascinante vulcano della Solfatara, l’isolotto di Nisida – posto di fronte al quartiere di Bagnoli -, la Riserva Naturale Cratere degli Astroni, Punta Penna e Monte Nuovo – altro vulcano dei Campi Flegrei situato vicino al Lago Lucrino. Proprio i laghi sono uno degli elementi caratteristici del Parco. Oltre al già citato lago di Lucrino, ci sono il Lago d’Averno – secondo i greci e i romani accesso all’Oltretomba -, il Lago di Miseno e il Fusaro, identificato nell’antichità come la palude infernale formata dal fiume Acheronte.

I laghi del Parco fanno parte della Riserva Generale (zona B) insieme ad abitati, attrazioni turistiche e siti archeologici. Nell’area protetta rientrano infatti: la splendida cittadina di Cuma, una delle più antiche colonie elleniche della Magna Grecia e gloriosa colonia romana; l’abitato di Licola, che ospita l’importante sito archeologico dell’antica città di Liternum con la tomba di Scipione l'Africano; Capo Miseno, punta estrema dei Campi Flegrei che offre una splendida vista su Procida e Ischia; lo Stadio Antonino Pio a Pozzuoli; le antiche cisterne di Misenum come la Piscina Mirabilis e le Cento Camarelle; il parco di Cuma; l’area termale conosciuta come Stufe di Nerone; il Castello Aragonese di Baia, sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, in cui sono custoditi reperti, rovine, documenti e molto altro rinvenuti in tutto il territorio.

Il Parco Regionale include anche una Riserva Marina in cui rientrano il Parco Sommerso di Baia e quello della Gaiola, parte dei golfi di Pozzuoli e di Baia, incluso il già citato Castello sotto il quale si trova una bellissima spiaggia raggiungibile esclusivamente via mare. Infine c’è una Riserva Controllata (zona C) in cui vi sono tutte le altre aree del Parco soggette a riqualificazione urbana e ambientale. Per la sua bellezza il Parco Regionale dei Campi Flegrei merita assolutamente una visita!

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:04

Il complesso archeologico di Baia si trova nell’omonima frazione del comune di Bacoli, nel cuore dei Campi Flegrei. I rilevanti resti, scoperti a metà del Novecento, sono di straordinario valore storico: essi infatti hanno chiaramente evidenziato come Baia fosse il centro flegreo residenziale per antonomasia, ambito dalle più eminenti personalità romane che qui venivano a trascorrere lunghi periodi di relax. Gli stessi imperatori avevano scelto Baia come punto di riferimento per le proprie vacanze invogliati dall’aria salubre, dalla bellezza del paesaggio, e dalle proprietà terapeutiche delle sue acque.

Ciò che è giunto fino a noi sono infatti le rovine di una serie di complessi termali. Si tratta di un’area parzialmente visibile, che si articola scenograficamente lungo il pendio della collina con una serie di terrazze, scalinate, portici e ninfei. Un’altra parte è invece sommersa: il fenomeno del bradisismo ha infatti relegato una porzione del complesso archeologico sotto il livello del mare.

Entrambe sono tuttavia visitabili: la parte emersa si divide in "Tempio di Diana", "Tempio di Mercurio" e "Tempio di Venere". Nonostante la denominazione, essi non sono edifici religiosi ma, come detto, edifici adibiti ad usi termali.

Il Tempio di Diana conserva fregi marmorei che raffigurano scene di caccia; quello di Mercurio, dalla forma circolare, era un frigidarium, ossia la parte delle terme adibita ai bagni in acqua fredda; infine quello di Venere, infossato per circa 3 metri, si affacciava sulla piscina. Altro ambiente rinvenuto è il Tempio di Sosandra. Completamente sommerso dalle acque è invece il ninfeo dell'imperatore Claudio, il cui complesso statuario di epoca giulio-claudia è stato ricostruito nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei, situato all’interno del Castello Aragonese di Baia.

Fanno parte del sito anche una grandiosa cisterna sotterranea denominata "Cento Camerelle" ed un teatro ninfeo denominato “Sepolcro di Agrippina”, parte di una residenza imperiale. Questi suggestivi reperti si trovano nel cuore del comune di Bacoli. Gli scavi archeologici di Baia (via Sella di Baia, 22) sono aperti tutti i giorni dalle 9 fino a un’ora prima del tramonto. Stesso orario per il parco sommerso che presenta diversi siti di immersione. Il modo più facile per raggiungere gli scavi è in auto seguendo le indicazioni per Pozzuoli e poi per Baia, o in treno (ferrovia Cumana fermata Baia).

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:03

A 25km dal centro storico di Napoli si trova l’area archeologica di Cuma, una delle più antiche colonie greche in Italia. Situata negli attuali Campi Flegrei, Cuma è stata abitata in modo stanziale dall’VIII secolo a.C. fino al 1200 circa quando fu definitivamente distrutta. Gli scavi che hanno riportato alla luce questa straordinaria testimonianza dell’antichità furono condotti in modo sistematico dalla seconda metà dell’Ottocento: da essi sono emersi templi, edifici pubblici, privati e ludici, una necropoli ed una complessa ed organizzata urbanistica. La maggior parte dei reperti è oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed al Museo Archeologico dei Campi Flegrei, ospitato nel Castello Aragonese di Baia non lontano dall’aera archeologica.

Dal punto di vista urbanistico il sito mostra ancora oggi la Via Sacra, collegamento tra l’acropoli e la parte sul mare. La strada collegava i principali templi ed edifici amministrativi dell’epoca greca mentre, durante la presenza romana, fu soprattutto la parte bassa ad essere oggetto di sviluppo. Qui si trova il Foro, realizzato tra la fine del II secolo e l'inizio del I secolo a.C., costellato da attività commerciali. Al suo centro è visibile il Tempio di Giove mentre non lontano c’è il Tempio di Apollo con una terrazza utilizzata per raccogliere l’acqua da convogliare nell’adiacente edificio religioso.

Tra gli altri luoghi religiosi dell’antica Cuma c’è il famoso Antro della Sibilla; rinvenuto nel 1932, è stato identificato come il luogo dove la Sibilla Cumana esercitava la sua attività di sacerdotessa di Apollo. Interessanti sono anche il Tempio di Iside e il “tempio con portico”, edificato in età giulio-claudia tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. All’interno degli scavi archeologici di Cuma sono stati rinvenuti anche edifici ludici: le Terme del Foro risalenti al II secolo, le Terme centrali e l’Anfiteatro di Cuma. Infine c’è una necropoli: estesa lungo 3 chilometri, comprende tombe e monumenti funebri dell’epoca greca, sannita e romana.

Gli scavi archeologici di Cuma si trovano in Via Monte di Cuma, nel comune di Bacoli. E’ visitabile tutti i giorni dalle ore 9 a un’ora prima del tramonto. Il costo del biglietto è di €4 (ridotto €2). L’area è inclusa nel circuito ArteCard.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:03

L’area archeologica di Pompei è la più importante testimonianza della vita degli antichi romani giunta fino a noi. Un’intera città, alle porte della moderna Pompei, è ora ammirabile grazie agli scavi voluti da Carlo III di Borbone nella seconda metà del Settecento. Essi hanno riportato alla luce l’importante città romana distrutta dalla tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Tuttavia cenere e lapilli ne hanno consentito una straordinaria conservazione: passeggiando tra i 440mila mq si possono infatti ammirare ville, case, edifici pubblici e ludici, terme, templi, necropoli, tutti con il loro carico di mosaici, decorazioni, giardini.

Visitare il sito archeologico significa fare un lungo viaggio nel glorioso passato romano: alle falde del Vesuvio ricchi, patrizi e senatori avevano le loro ville accanto alle quali si muoveva un esercito di artigiani, lavoratori, schiavi. Pompei è la perfetta riproduzione dell’antica vita romana con luoghi per l’otium, per i ludi, i bordelli, le attività produttive, le terme.

Data la vastità dell’area è impresa ardua – se non impossibile – visitarla in un solo giorno. Tuttavia è possibile prendere parte ad una visita guidata (all’esterno del sito vi sono numerose guide turistiche) oppure passeggiare da soli per il sito: in questo caso ci si può servire della mappa dell’area archeologica disponibile presso la biglietteria.

Vi sono alcuni edifici rappresentativi dell’antica Pompei, assolutamente da non perdere indipendentemente dal tempo a propria disposizione. Tra questi citiamo la Villa dei Misteri che presenta una serie di affreschi presenti nel triclinio con figure a grandezza naturale; la Villa Imperiale nei pressi del Tempio di Venere; la casa del Fauno con il suo splendido Impluvium; la casa di Ottavio Quartione con il suo pittoresco sistema di vasche; la cosiddetta Casa del Centenario, la più grande rinvenuta durante gli scavi, con pavimento a mosaico e pitture a soggetto teatrale; la casa del Chirurgo, una delle più antiche.

Sono molti anche gli edifici pubblici che meritano attenzione: l’enorme Foro, il luogo dove si svolgeva la vita pubblica pompeiana; il Macellum, cioè il mercato cittadino; il Castellum Aquae, principale edificio per il rifornimento idrico della città. Ed ancora: i complessi termali, il Teatro Grande, l’Anfiteatro che poteva ospitare fino a 25mila spettatori, la palestra grande dove, oltre alle attività fisiche e ginniche, si esercitavano anche i gladiatori, i Templi di Apollo e Venere.

Infine la Necropoli di Porta Nocera, la più grande tra quelle presenti in città, e l’Orto dei Fuggiaschi, il luogo più drammatico ed emozionante dell’area archeologica: qui sono presenti i calchi di 14 persone i cui corpi furono trovati durante gli scavi. La posizione di tentata fuga lascia chiaramente trasparire la disperazione e la paura degli ultimi attimi di vita di adulti, giovani e bambini che tentavano di mettersi in salvo dalla furia del Vesuvio.

Da Napoli è possibile raggiungere l’area archeologica di Pompei in auto (autostrada A3 Napoli-Salerno uscita Pompei ovest), con gli autobus dell’azienda Sita o con il treno circumvesuviana che parte dalla stazione di Piazza Garibaldi fermata Pompei Scavi. L’area è aperta dal 1 aprile al 31 ottobre ore 8.30 - 19.30; dal 1 novembre al 31 marzo ore 8.30 - 17.00. Il costo del biglietto intero è di €11.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:02

La Solfatara è un vulcano attivo ma in stato quiescente che si trova nel comune di Pozzuoli. E’ uno dei 40 vulcani che costituiscono i Campi Flegrei e, per le sue caratteristiche, ne è senza dubbio il più interessante. Grande circa 33 ettari, costituisce un’oasi naturalistica di grande importanza: durante la visita al vulcano si possono ammirare da vicino fenomeni incredibili come la costante attività di fumarole d'anidride solforosa, le aree fangose e quelle boschive che conservano parti di macchia mediterranea.

La Solfatara era già nota agli antichi romani e, nel corso del Settecento e nell’Ottocento, costituiva una tappa imperdibile del Grand Tour, il viaggio che letterati e studiosi del centro e nord Europa compivano in Italia per conoscerne le straordinarie bellezze naturalistiche, paesaggistiche ed archeologiche. Oggi è possibile scoprire i segreti della Solfatara grazie a delle visite guidate. Si comincia dalla zona boschiva in cui si trovano querce e, come detto, la tipica vegetazione della macchia mediterranea. Subito dopo si raggiunge un belvedere, dal quale si può osservare l’intera area del cratere, prima di proseguire per la zona più interessante del vulcano che inizia con il pozzo d’acqua minerale.

Si tratta di una sorgente termale posta a una profondità di circa 10 metri dalla quale fuoriesce acqua, dal sapore asprigno, alla temperatura di circa 70°. Conosciuta sin dall’età classica, veniva utilizzata per curare diverse patologie, dalla febbre ai problemi alla vista, dai nervi allo stomaco. La visita prosegue con la fangaia, un’area costituita da acque di origine piovana e di condensazione dei vapori, mescolate con il materiale di tipo argilloso presente alla superficie del cratere: anche a questo fango si attribuiscono proprietà curative.

La Bocca Grande è invece la principale fumarola della Solfatara. Denominata dagli antichi Forum Vulcani ovvero la Dimora del Dio del Fuoco, nella zona regna il caratteristico odore di zolfo simile a uova marce. I sali condensati in tale bocca sono responsabili della colorazione rossiccia delle rocce circostanti. Le Stufe Antiche sono invece due grotte, realizzate nell’Ottocento, sfruttate a fini termali: esse utilizzavano i vapori delle fumarole che causavano sudorazione e la respirazione di vapori sulfurei, utili per curare malattie respiratorie.

La visita alla Solfatara è un affascinante viaggio alla scoperta di uno dei pochi crateri attivi presenti in Europa. Il costo del biglietto è di €7. In alcuni mesi dell’anno è possibile partecipare a visite serali. Per raggiungere l’ingresso dell’area del vulcano con i mezzi pubblici è necessario utilizzare la metropolitana (linea 2 fermata Pozzuoli – e da qui percorrere circa 800 metri) oppure c’è bisogno dell’auto: uscita Agnano della tangenziale di Napoli e indicazioni prima per Pozzuoli e poi per la Solfatara, subito dopo il Santuario di San Gennaro.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:01

La spiaggia di Marechiaro è una delle più famose e frequentate nella città di Napoli. Si trova tra i quartieri di Posillipo e Mergellina, un’area le cui acque sono cristalline ed incontaminate. Raggiungere la spiaggia (o lo “scoglione” come viene chiamato dai napoletani) di Marechiaro non è agevole ma assolutamente pittoresco: c’è infatti un servizio di trasporto in barca effettuato dagli storici “barcaioli” di Marechiaro; si sale a bordo di imbarcazioni in legno e si viene traghettati fino a Calata Ponticello. Da qui ci si può fare il bagno tra acque trasparenti e c’è anche un piccolo spazio dove mettere gli ombrelloni e sdraiarsi al sole. La spiaggia di Marechiaro è inoltre un piccolo paradiso per gli amanti degli sport acquatici in particolare snorkeling ed immersioni: i suoi straordinari fondali offrono ricchissime flora e fauna marina.

Ma il litorale di Marechiaro è raggiungibile non solo via mare: vi sono infatti, a ridosso delle acque, diversi lidi e stabilimenti balneari, completamente attrezzati, che offrono la possibilità di trascorrere splendide giornate al mare di Napoli. Servizio bar e ristorante, noleggio ombrelloni e sdraio, aperitivo pomeridiano e, in alcuni casi, serate danzanti e discoteca rappresentano un’ottima alternativa per chi vuol trascorrere le vacanze balneari in città.

La bellezza delle acque della spiaggia di Marechiaro è data dalle correnti marine sottocosta che caratterizzano la zona che si estende da Mergellina fino alla Baia di Trentaremi. In quest’area si trovano, oltre alla spiaggia di Marechiaro, una serie di piccole insenature, spiaggette e rocce protese verso il mare. Su di esso si affacciano inoltre eleganti edifici e ville storiche della borghesia napoletana da Palazzo Donn'Anna a Riva Fiorita fino a Villa Rosebery, residenza del Presidente della Repubblica. Inoltre non lontano da Marechiaro si trovano il bellissimo Parco archeologico marino della Gaiola e il Parco Archeologico del Pausilypon. Entrambi offrono la possibilità di fare un bel bagno rinfrescante.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:00

Calata San Francesco è un’antica gradinata che collega il quartiere collinare del Vomero con l’elegante Corso Vittorio Emanuele. Si tratta di un tracciato storico presente nella mappa della città già nel lontano 1775. Tuttavia nella cartina di Napoli della seconda metà del XVIII secolo redatta dal Duca di Noja, Calata San Francesco si concludeva molto più in basso rispetto alla sua struttura attuale: essa infatti raggiungeva la zona costiera ed includeva anche via Arco Mirelli, una strada che giunge fino alla Riviera di Chiaia, a due passi dal mare.

Il nome della Calata pare sia legato alla presenza di una chiesa intitolata a San Francesco di Paola che si trovava in passato lungo il percorso. Tuttavia prima della denominazione attuale la strada si chiamava “La grande via che discende a Chiaia” e faceva parte di un piccolo borgo chiamato Casale del Vomero: questa parte della città, separata dal centro per la sua naturale posizione collinare, era composta da casette rurali e piccole ville nobiliari. Ora invece la Calata è completamente inglobata nel tessuto cittadino ed attraversa alcuni dei quartieri più eleganti della città.

La strada è di per sé una delle attrazioni più affascinanti di Napoli: da percorrere possibilmente in discesa, così da impiegare meno fatica, essa consente di ammirare splendidi panorami e viste uniche sul capoluogo partenopeo. Via Aniello Falcone, via Tasso, corso Vittorio Emanuele e via Crispi offrono infatti spettacolari vedute su tutto il golfo, colpi d’occhio che lasciano senza fiato. I tramonti da queste strade sono assolutamente da non perdere e si possono contemplare sorseggiando una bibita o mangiando le golosità della cucina napoletana: non mancano infatti nei suoi pressi bar, piccole locande, ristoranti e chioschi affacciati a mare.

Passeggiando lungo Calata San Francesco si possono effettuare alcune deviazioni come quella che porta al Parco di Villa Floridiana, uno dei polmoni verdi di Napoli; percorrendo un tratto di Via Aniello Falcone si arriva all’area verde e ci si può fermare a passeggiare nel verde e a visitare il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:00

La Scala di Montesanto è uno dei simboli della rinascita culturale ed urbanistica degli ultimi anni della città di Napoli. Da luogo di incuria e pericolo, si è trasformata in punto di riferimento per chi vuol scoprire l’anima profonda di una città che mantiene vivo ed intatto il proprio passato. La gradinata si trova alle spalle della fermata Montesanto della linea 2 (ferrovia gestita da Trenitalia che collega Pozzuoli con San Giovanni Barra passando per la stazione centrale di Napoli). Da Piazzetta Olivella bisogna imboccare prima vico Montesanto e successivamente sulla propria destra non si potrà non notare la lunga scalinata.

Opera del Filangieri alla fine dell’Ottocento, essa oggi è oggetto di una profonda riqualificazione che la pone al centro di un progetto più ampio di rinascita dei quartieri del centro storico. D’altronde in passato questa spettacolare scalinata a balze era stata lo sfondo di alcune scene del “Giudizio Universale” di Vittorio de Sica e non poteva continuare a versare nella penosa situazione in cui è stata fino a qualche decennio fa.

Oggi invece la popolazione ed i turisti si stanno riappropriando della Scala di Montesanto grazie in particolare ad un’associazione che lavora sul territorio. I suoi aderenti l’hanno ripulita, hanno fatto crescere un orto didattico per i bambini del quartiere in un vicino terreno incolto, allestiscono periodicamente un mercatino del biologico e del riuso, e proiettano video d’autore sulla parete verticale di uno degli edifici che affaccia sulla gradinata.

Inoltre essa è entrata a far parte in pianta stabile dei percorsi e degli itinerari del Maggio del Monumenti, la manifestazione culturale che ogni anno porta a Napoli decine di migliaia di turisti e grazie alla quale i visitatori del capoluogo partenopeo entrano in contatto con gli angoli più nascosti della città. Una lodevole iniziativa che ha restituito a noi tutti un pezzo della Napoli antica.

Rent a Bed sas di Maurizio Tiso & C.

Via Marino e Cotronei, 10 c/o studio Cima
80128 - Napoli
Partita Iva: 07513130638

Info e Contatti

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