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Affitti Turistici

Rentabed

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Via Marino e Cotronei, 10
c/o studio Cima
80128 - Napoli

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Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:36

Affacciata sulla bellissima e panoramica Riviera di Chiaia, Villa Pignatelli costituisce uno dei migliori esempi di architettura neoclassica di Napoli. L'edificio, progettato da Pietro Valente nel 1826, divenne proprietà del principe Diego Aragona Pignatelli Cortes dopo l’Unità d’Italia. Questi ne mutò l’arredo adattandolo al suo gusto eclettico, tipico di fine Ottocento. La residenza è caratterizzata da una pianta quadrata: la facciata principale della villa è preceduta sul fronte meridionale da un imponente portico di ordine neodorico – che richiama alla mente le villa pompeiane -, mentre l’ingresso è dal lato opposto, fronte raggiungibile, secondo il Valente, direttamente in carrozza. La villa è circondata da un giardino all’inglese e impreziosita da una serie di piccoli e graziosi edifici come la torretta neogotica, la serra e un tipico chalet svizzero.

La bellezza della struttura, la sovrapposizione di stili e soprattutto la particolarità degli arredamenti fanno sì che Villa Pignatelli sia una vera casa-museo. La villa dispone di 3 piani: il piano terra, dimora nobiliare, offre una ricca collezione di porcellane orientali del Settecento e dell'Ottocento. Splendidi sono i tre salottini che costituiscono il cuore della dimora: quello azzurro, che presenta alle pareti fotografie dei proprietari e degli illustri ospiti che hanno animato la vita della residenza; il sontuoso ed elegante salotto rosso che mette in comunicazione il neopalladiano vestibolo con la neoclassica veranda; infine il salotto verde: da qui si accede sia alla sfarzosa biblioteca che alla sala da pranzo: qui c’è in esposizione un ricco servizio di piatti di casa Pignatelli.

Oltre alle argenterie da tavola, le famiglie che hanno abitato la villa hanno avuto un particolare interesse collezionistico. Non mancano infatti pregevoli suppellettili, mobili ottocenteschi, oggetti in bronzo ed oro, candelabri ed orologi. Tra le collezioni più interessanti ci sono le ceramiche e le porcellane provenienti dalla Cina, dal Giappone, da Limoges in Francia, da Zurigo e Vienna. Tra le porcellane più preziose vi sono quelle di Meissen e della napoletana Real Fabbrica di Capodimonte. Infine da non perdere è il museo delle carrozze: aperto al pubblico nel 2014 ed ospitato in alcuni ambienti delle antiche scuderie, presenta finimenti, bardature e altri accessori connessi all'arte carrozziera, oltre alla raccolta di carrozze donate dal marchese Mario d'Alessandro di Civitanova.

Il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, considerato uno dei più interessanti in Europa sul tema, si trova alla Riviera di Chiaia, 200 ed è facilmente raggiungibile sia dalla zona est della città (stazione centrale, aeroporto e porto) che da quella occidentale. E’ aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 14.00, la biglietteria chiude un’ora prima; chiuso il martedì. Il costo del biglietto è di €2. La Villa ospita anche mostre d’arte il cui accesso può prevedere l’acquisto di un altro biglietto.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:35

Fortemente voluto dal Cardinale di Napoli Sepe, il Museo Diocesano è stato inaugurato nel mese di ottobre del 2007. Esso si struttura essenzialmente in due chiese, la seicentesca chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova e la trecentesca Donnaregina Vecchia. I due edifici religiosi, posti uno di fronte l’altro, si trovano sul Largo Donnaregina, a due passi dal Duomo, e sono facilmente raggiungibili poiché non distanti dalle fermate Cavour (linea 2) e Museo (linea 1).

Della chiesa di Donnaregina Vecchia abbiamo ampiamente parlato in questa pagina, descrivendone la struttura e narrandone la storia. Dal punto di vista museale, essa espone il monumento funebre a Maria d’Ungheria – con le cui donazioni l’edificio fu ricostruito dopo il violento terremoto del 1293 – e lo splendido coro delle monache. Raggiungibile tramite una scala posta vicino all’ingresso della chiesa, il coro è una delle più importanti testimonianze artistiche presenti a Napoli poiché custodisce uno dei più grandi cicli di affreschi mai realizzati in città.

Nonostante il danneggiamento di un incendio datato 1390 che ne ha privati di parte del colore, gli affreschi si mostrano ancora in tutta la loro bellezza. Realizzati nella prima metà del Trecento nel corso di soli 15 anni, essi sono di difficile attribuzione. Gli studiosi infatti non sono concordi nell’attribuzione delle opere: gli affreschi potrebbero essere stati realizzati verosimilmente da Pietro Cavallini, Filippo Rusuti e Simone Martini (con le relative botteghe) ma alcuni vedono anche la presenza della mano di Giotto.

Ciò che è certo è che più mani lavorarono a questo straordinario ciclo che raffigura in controfacciata il Paradiso, il Giudizio Universale e l’Inferno; scene della Passione, della Morte e della Resurrezione di Cristo sulla parete orientale - qui sono presenti anche raffigurazioni di Santi e le storie di Sant’Elisabetta d’Ungheria; infine, sulla parete opposta vi sono storie di Santa Caterina e Sant’Agnese, oltre ad Apostoli, Profeti e Adorazione dei Magi.

La visita al museo prosegue con la chiesa Santa Maria Donnaregina Nuova, che ne costituisce il nucleo principale. I visitatori possono ammirare le magnifiche cappelle, gli ambienti ai lati e dietro il presbiterio, sacrestia, antisacrestia, “comunichino” e “passetti”, cioè i passaggi da un ambiente all’altro. Al primo piano si trovano una serie di sale che espongono opere d’arte tematizzate – dalla Passione di Cristo alle Vite Consacrate – fino alle sale in cui sono esposti reliquie, oggetti preziosi, sculture e paramenti sacri. Tra le opere d’arte più importanti presenti nel museo ricordiamo i dipinti di importanti esponenti della scuola napoletana come Luca Giordano, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Aniello Falcone e Andrea Vaccaro.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:34

Il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina si trova all’interno di Villa Floridiana, il polmone verde che si trova nel quartiere collinare del Vomero. Ubicato all’interno di un elegante edificio immerso nel parco, il museo è considerato una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative. Esso infatti comprende oltre seimila opere di manifattura occidentale ed orientale, tutte comprese tra il XII e il XIX secolo: il nucleo più importante è rappresentato dalle ceramiche la cui collezione fu iniziata da Placido de Sangro, duca di Martina.

Questi, appartenente ad un illustre casato legato alla corte dei Borbone, nella seconda metà dell’Ottocento si trasferì a Parigi e qui entrò in contatto con alcuni dei maggiori collezionisti d’arte europei dai quali acquistò ceramiche, porcellane ed oggetti di arte applicata. La collezione fu donata da un suo erede nel 1911 alla città di Napoli che provvide ad esporla in Villa Floridiana dal 1931.

Il Museo si sviluppa su tre piani. Nel seminterrato si trova una parte importante della raccolta: qui infatti sono esposte le maioliche rinascimentali di Deruta, Gubbio, Faenza, Palermo ed ancora maioliche seicentesche di Castelli, in Abruzzo. In più vetri di Venezia, smalti, cofanetti, coralli e tabacchiere. In più un’interessante raccolta d’arte orientale composta da 1.200 tra porcellane – splendide sono le cinesi di epoca Ming (1368 - 1644), Qing (1644 - 1911) -, giade e bronzi: si tratta di una delle maggiori del settore in Italia.

Al piano terra vi sono dipinti, avori, smalti, porcellane, tartarughe, coralli, bozzetti e bronzi di epoca medioevale e rinascimentale, maioliche rinascimentali e barocche, vetri e cristalli dei secoli XV-XVIII, mobili, cofanetti e oggetti d’arredo; infine al primo piano vi sono porcellane europee del Settecento tra cui spiccano le Meissen, la collezione del marchese Carlo Ginori a Doccia, quelle di Napoli e Capodimonte, le francesi di Chantilly, Rouen, Saint-Cloud, Mennency, le inglesi e le tedesche. Il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina è aperto tutti i giorni (tranne il martedì) dalle ore 9 alle 14. Il costo del biglietto è di €2.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:33

Uno dei principali luoghi d’arte a Napoli, il Museo Nazionale di Capodimonte si trova in collina, non lontano dal centro antico della città – in particolare dal quartiere Stella. Ubicato all’interno dell’omonima Reggia borbonica, utilizzata in origine come residenza di caccia dei Re, il museo ospita gallerie di arte antica, una di arte contemporanea ed un appartamento storico. L’edificio museale doveva inizialmente ospitare esclusivamente la collezione Farnese: opere di inestimabile valore ereditate da Elisabetta Farnese, madre del Re Carlo III di Spagna, salito al trono nel 1734. Quest’ultimo decise di trasferire alcune opere presso il Palazzo Reale di Napoli ed altre nella Reggia di Capodimonte in costruzione. Così nasce il nucleo originario del museo di Capodimonte che, nel corso dei decenni successivi, si amplierà acquisendo collezioni private e numerose altre opere d’arte.

Oggi esso è uno dei musei più ricchi d’Italia. Al primo piano vi sono tele di alcuni tra i più importanti pittori ed artisti al mondo come Tiziano (da non perdere i suoi ritratti di Papa Paolo III), Raffaello, Masaccio, Vasari, Botticelli, Mantegna, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, El Greco, Correggio, Parmigianino, Annibale, Agostino ed Antonio Carracci, Guido Reni, ed alcuni tra i principali esponenti del Secolo d’Oro dell’arte fiamminga, oltre a tele dello spagnolo Francisco Goya. Non mancano i capolavori al secondo piano come la Flagellazione di Cristo di Caravaggio, tele di Jusepe de Ribera e Mattia Preti, e di molti artisti napoletani come Luca Giordano, Antonio Vaccaro, Francesco Solimena, Francesco de Mura.

Il Museo di Capodimonte ospita anche una collezione dell’Ottocento, una contemporanea e numerose sculture come quelle del Giambologna, dei maestri artigiani della Real fabbrica di Capodimonte, della Manifattura Imperiale di Vienna. Splendida è l’opera scultorea di Antonio Canova “il Ritratto di Letizia Remolino”. Nella collezione contemporanea vi sono opere tra gli altri di Kounellis, Pistoletto, Burri. Infine il museo ha un’area espositiva per mostre temporanee.

Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30. Chiuso il mercoledì. Il costo del biglietto è di €7,50. L’ingresso è gratuito la prima domenica del mese. Dal centro di Napoli è possibile raggiungere il museo servendosi dei bus n. 178, R4 e C63.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:33

Il Museo Nazionale di San Martino si trova all’interno dell’omonima Certosa, situata sulla collina del Vomero ed affacciata su tutta Napoli. Uno spazio splendido e seducente, in uno dei luoghi più belli della città. Il museo, accessibile dai due chiostri della certosa e sviluppato su due livelli, è dedicato alla storia di Napoli: al suo interno vi sono testimonianze di vita, opere paesaggistici, aspetti culturali e sociali della città.

Al primo piano i visitatori possono ammirare alcuni interessanti ambienti: si tratta in particolare della sezione navale, di quella presepiale e della sala della carrozze. Quest’ultima ospita le carrozze utilizzate dai re di Napoli; la navale include 5 modelli di imbarcazioni reali, armi bianchi e documenti che testimoniano la costruzione o la donazione dei battelli; l’arte presepiale da sempre fa parte della cultura napoletana: il Museo Nazionale di San Martino ne ospita alcuni, tra cui uno dei più famosi, il Cuciniello, chiamato così dal nome del donatore: si tratta di una straordinaria raccolta di personaggi, pastori, animali e nature morte che costituisce il magnifico Presepe.

Gli altri ambienti presenti al primo piano sono la Farmacia – al cui interno vi sono affreschi di Paolo de Matteis -, i giardini da cui si gode di un incredibile panorama di Napoli, il Museo dell’Opera in cui sono raccolti oggetti di vita quotidiana nella Certosa, il Quarto del Priore e la Sezione dei ricordi storici del Regno di Napoli. Quest’ultima costituisce il nucleo fondamentale del museo: attraverso dipinti, sculture, arredi, medaglie, miniature, onorificenze, armi e cimeli vari è possibile ricostruire pezzi importanti della storia della città sotto la dominazione Borbone. Di rilievo la Tavola Strozzi, testimonianza dell’evoluzione topografica di Napoli. Le sale che costituiscono il Quarto del Priori consentono di ammirare preziosi affreschi, dipinti e pavimenti maiolicati. Tra le opere spiccano quelle realizzati da importanti artisti della scuola napoletana tra cui Andrea Vaccaro, Battistello Caracciolo, Artemisia Gentileschi e Massimo Stanzione.

Il secondo livello presenta spazi più ridotti rispetto al primo. Ciò non significa tuttavia che manchino interessanti opere. La prima sala in cui si imbatte il visitatore è quella dell’Ottocento in cui vi sono dipinti della cosiddetta Scuola di Posillipo e diverse sculture in terracotta; il percorso espositivo continua con maioliche, porcellane, vetri ed oggetti preziosi, una sezione teatrale ed una dedicata alle stampe e ai disegni tra cui quelli di Luigi Vanvitelli – architetto della Reggia di Caserta; non mancano scenografie del Teatro San Carlo.

Oltre a quelli già citati, tra gli altri artisti e le opere presenti nel museo citiamo Cosimo Fanzago – l’architetto che lavorò alla struttura della stessa Certosa -, due sculture di Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo, il “San Girolamo” di Jusepe de Ribera, e diverse vedute di Napoli realizzate dall’artista olandese Gaspar van Wittel.

Il Museo Nazionale di San Martino si trova in Largo San Martino, 5. Aperto tutti i giorni, tranne il mercoledì, dalle 8:30 alle 19:30 (ma alcune sezioni sono accessibili soltanto dalle ore 10:30). Il costo del biglietto è di €6. San Martino è raggiungibile dal centro storico di Napoli servendosi della funicolare centrale Piazzetta Augusteo – Piazza Fuga (quest’ultima è la fermata più vicina al museo). E’ possibile raggiungere il quartiere del Vomero anche con altre due funicolari e con numerosi bus.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:32

Il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa si trova all’estrema periferia orientale di Napoli, nel quartiere o di San Giovanni a Teduccio, al confine con i comuni di Portici e San Giorgio a Cremano. E’ adiacente alla stazione ferroviaria Pietrarsa-San Giorgio a Cremano e sorge nel medesimo luogo dove si trovava la fabbrica di locomotive a vapore voluta da Ferdinando II di Borbone nel 1840. Questo nucleo industriale, il più importante in Italia al suo tempo, doveva provvedere ai bisogni del trasporto ferroviario tra Napoli e Capua.

Pietrarsa è uno dei luoghi simbolo della storia delle ferrovie dello stato. Il museo offre ai propri visitatori un lungo ed affascinante viaggio nel tempo tra carrozze e locomotive che hanno unito l’Italia, sfrecciando da nord a sud. L’area espositiva si estende su circa 36mila mq di cui 14mila coperti. Per la singolarità e la ricchezza dei contenuti in mostra, il museo rappresenta un unicum nel panorama nazionale: al suo interno vi sono infatti locomotive a vapore, locomotive elettriche trifase - gioielli della storia ferroviaria italiana -, locomotive a corrente continua, locomotori diesel, elettromotrici, automotrici e carrozze passeggeri.

Il museo è diviso in 7 padiglioni e tra i pezzi più pregiati in esposizione vi sono: il treno Reale, convoglio di undici vagoni, costruito nel 1929 per le nozze di Umberto II di Savoia con Maria José del Belgio; la riproduzione fedele della Bayard, il treno inaugurale della prima tratta ferroviaria Napoli Portici del 1839; gli arredi della sala d’attesa della Stazione ferroviaria di Roma Trastevere del 1905; il plastico “Brunetti” meglio noto come plastico del “Trecentotreni”; la vettura presidenziale offerta nel 1989 da Francesco Cossiga.

Inoltre impossibile non notare l’immensa statua di ghisa (una delle più grandi d’Italia) posta nel piazzale principale del complesso: rappresenta re Ferdinando nell’atto di indicare il luogo dove costruire le prime officine ferroviarie. Infine merita attenzione il salone reale stile liberty dal soffitto in oro zecchino. Il Museo Nazionale ferroviario di Pietrarsa è aperto nei giorni venerdì, sabato e domenica dalle ore 9 alle ore 16. Il prezzo del biglietto è di €5 intero (€3,50 ridotto).

Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:31

Il Pio Monte della Misericordia è un museo situato lungo via dei Tribunali, il decumano maggiore, non lontano dal Duomo di Napoli. L’edificio nacque in realtà come prestigiosa istituzione benefica nella seconda metà del Cinquecento, quando un gruppo di giovani nobili napoletani decise di impegnarsi in un programma di assistenza e di carità per aiutare più poveri. Nel corso di pochi anni essi fondarono un ente, chiamato Pio Monte della Misericordia, che si stabilì nella sede trasformata oggi in museo.

Tuttavia non si tratta di un museo come si è soliti immaginare. L’edificio che ospita l’organizzazione caritatevole ingloba una chiesa, una quadreria, un archivio ed una biblioteca. Sono senza dubbio le prime due che suscitano stupore e sorpresa, poiché esse custodiscono alcune delle principali opere d’arte realizzate a Napoli tra la fine del XVI secolo e il Seicento.

L’ingresso della chiesa è dalla seconda arcata del palazzo. Il progetto venne portato avanti dall’ingegnere del Regno Francesco Antonio Picchiatti, che realizzò una pianta ottagonale ornata da sette cappelle. Sull’altare maggiore campeggia una delle più importanti opere di Michelangelo Merisi: Le Sette Opere della Misericordia. Il Caravaggio ebbe l’intuizione geniale e la grandezza compositiva di concentrare in un’unica grande tela quanto il Monte si impegnava a fare sin dalla sua fondazione. Si tratta di una pala unica e rivoluzionaria, come fu tutta la vita dell’artista lombardo.

Nelle cappelle laterali sono custoditi altri importanti dipinti: “San Pietro liberato dal carcere“ di Battistello Caracciolo, “Cristo ospitato in casa di Marta e Maria” e “San Pietro resuscita Tabithà“ di Fabrizio Santafede, “Deposizione“ di Luca Giordano, “Il Buon Samaritano” di Giovan Vincenzo D’Onofrio detto il Forlì e “San Paolino libera lo schiavo” di Giovan Bernardo Azzolino. Tutti quadri che illustrano le opere della misericordia esercitate sin dai primi anni d’attività.

La visita al museo continua al primo piano con l’appartamento storico della Quadreria: qui vi sono esposti 140 dipinti, frutto di donazioni e legati testamentari, tra cui il nucleo di dipinti e bozzetti dell’artista napoletano del Settecento Francesco De Mura. Il museo è visitabile tutti i giorni dalle ore 9 alle 14 (la Quadreria chiude alle 14:30). Il costo del biglietto è di €7.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:29

La quadreria dei Girolamini si trova all’interno del complesso omonimo, ubicato su Via Duomo, proprio di fronte alla Cattedrale di Napoli. Frutto delle committenze dei religiosi che gestivano la chiesa dei Girolamini e di donazioni di collezionisti privati, si tratta della prima quadreria pubblica in città. Nasce infatti nella prima metà del Seicento grazie ad una donazione del facoltoso sarto e commerciante di tessuti Domenico Lercaro che affidò le sue opere d’arte ai padri dell'Oratorio di San Filippo Neri. Pian piano la quadreria si è arricchita tanto che oggi costituisce un interessante museo.

Il nucleo principale è rappresentato dalle opere del Seicento napoletano. I visitatori possono infatti ammirare capolavori assoluti come i quadri dei giovani Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera. Del primo spicca “Il Battesimo di Cristo”, mentre del secondo meritano particolare attenzione “San Paolo”, “San Pietro” e “Sant’Andrea”. Interessanti sono anche le tele “Fuga in Egitto” e “Incontro di Cristo con il Battista” di Guido Reni, chiaro esempio di pittura di scuola parmense, così come il manierismo toscano ben interpretato da Fabrizio Santafede e Giovanni Bernardo Azzolino. Tra gli artisti napoletani vi sono opere di Francesco Solimena, uno dei massimi interpreti della cultura tardo-barocca in Italia.

Tutte le opere presenti nella quadreria sono esposte in ordine cronologico. In questo modo si possono individuare le prime tele come l'”Adorazione dei Magi” realizzata da Andrea Sabatini da Salerno nel 1513, “San Pietro rapito al terzo cielo” e “San Sebastiano” del Cavalier d'Arpino. Tra gli altri quadri di grande importanza artistica citiamo “Madonna con Bambino” di Luca Giordano, “Testa di Santa” di Massimo Stanzione e “Adorazione dei Pastori” di Andrea Vaccaro. Sono presenti anche alcune sculture, frutto di acquisizioni successive. Le principali sono quelle di Giuseppe Sanmartino, l’autore dello straordinario Cristo Velato: “Ritratto di San Filippo Neri”, “Angelo” ed un Crocifisso.

Per tutte le informazioni sugli orari e sul costo dei biglietti vi invitiamo a leggere qui il nostro articolo sul Complesso dei Girolamini.

Venerdì, 06 Maggio 2016 10:16
Dati Struttura
Appartamento due vani molto centrale,ben ristrutturato ed arredato con eleganza, superficie 50mq di cui 35 mq primo livello e 15 mq soppalco, composto da soggiorno con punto cottura, camera da letto in soppalco, bagno.
 
Caratteristiche
Mq. 35
N. Camere 2
N. Posti 2
N. Soggiorni 1
N.Stanze da letto Matrimoniali 1
N. Finestre 1
N. Bagni 1
Piano Appartamento 2°
Contesto Struttura Centrale
Luminosità Luminoso
Soppalco 15 mq
 
Servizi Inclusi
 
Servizi Extra
 
Prezzo: € 50.00 a notte
Durata Minima della Permanenza: 3 giorni
Durata Massimo della Permanenza: 1000 giorni
Lunedì, 02 Maggio 2016 10:06
Dati Struttura
Appartamenti (25-40 mq)  in palazzo storico, 3° piano con ascensore, con piccolo soggiorno con punto cucina e camera matrimoniale su soppalco e bagno con doccia.
 
Caratteristiche
N. Camere 2
N. Posti 2
N. Soggiorni 1
N. divani letto singoli 2
N.Stanze da letto Matrimoniali 1
N. Finestre 2
N. Bagni 1
Piano Appartamento 3°
Contesto Struttura Zona monumentale
Luminosità Luminoso
Collegamenti Buoni
 
Servizi Inclusi
 
Servizi Extra
 
Prezzo:
Durata Minima della Permanenza:
Durata Massimo della Permanenza:
Lunedì, 02 Maggio 2016 10:05
Dati Struttura
Appartamento arredato al quarto piano con ascensore, molto centrale pochi metri da Via Toledo, composto da una camera da letto, un soggiorno, cucina e bagno.
 
Caratteristiche
Mq. 40
N.Stanze da letto Matrimoniali 1
N. Balconi 2
N. Bagni 1
Piano Appartamento 4°
Contesto Struttura Zona popolare
Luminosità Molto luminoso
 
Servizi Inclusi
 
Servizi Extra
 
Prezzo:
Durata Minima della Permanenza:
Durata Massimo della Permanenza:
Lunedì, 02 Maggio 2016 10:05
Dati Struttura
Appartamento arredato al quarto piano con ascensore, molto centrale pochi metri da Via Toledo, composto da una camera da letto, un soggiorno, cucina e bagno.
 
Caratteristiche
Mq. 40
N. Soggiorni 1
N. divani letto singoli 1
N.Stanze da letto Matrimoniali 1
N. Bagni 1
Piano Appartamento 4°
Contesto Struttura Zona popolare
Luminosità Molto luminoso
 
Servizi Inclusi
 
Servizi Extra
 
Prezzo:
Durata Minima della Permanenza:
Durata Massimo della Permanenza:

Rent a Bed sas di Maurizio Tiso & C.

Via Marino e Cotronei, 10 c/o studio Cima
80128 - Napoli
Partita Iva: 07513130638

Info e Contatti

L'ufficio è aperto da Lunedi a Venerdì Orario: 9.00-18.00. Sabato e domenica è possibile contattarci via mail: info@rentabed.com

  • Tel. +39 392 3174864
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