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Tradizioni

La scuola musicale napoletana del 1700

Mercoledì, 11 Maggio 2016 14:56
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Dal XVI secolo in poi Napoli è un punto di riferimento in Europa per lo sviluppo delle arti, in particolare della musica. Nel Cinquecento la città partenopea vide l’apertura di ben 4 Conservatori che ebbero il ruolo di miniera per lo sviluppo della vita musicale locale. Ad essi si affiancarono, nella prima metà del Seicento, importanti teatri, ma fu soprattutto tra il XVII e il XVIII secolo che Napoli si impose come “capitale della musica”: a cavallo tra i due secoli infatti si stabilì in città – e vi rimase fino alla morte - Alessandro Scarlatti che, insieme al figlio Domenico, fu musicista e prolifico compositore. Maestro della Cappella Reale di Napoli, Alessandro fu fautore di innumerevoli innovazioni in campo operistico e, grazie alla sua presenza, Napoli divenne tappa fondamentale per i giovani compositori europei.

Con Alessandro Scarlatti nasce la scuola musicale napoletana del Settecento che ebbe importanti ed autorevoli esponenti tra cui Domenico Cimarosa, Nicola Antonio Zingarelli, Francesco Provenzale, Francesco Durante, Francesco Feo, Nicola Porpora, Niccolò Jommelli, Gaetano Greco e il già citato Domenico Scarlatti. Altri grandi compositori parteciparono al fenomeno musicale napoletano che diede vita al genere dell’Opera Comica: i marchigiani Gioacchino Rossini, Giovan Battista Pergolesi e Nicola Vaccaj, il ligure Pasquale Anfossi, il toscano Antonio Sacchini, il calabrese Leonardo Vinci, il siciliano Andrea Perrucci e i pugliesi Tommaso Traetta, Niccolò Piccinni e Leonardo Leo. Tra gli importanti esponenti della scuola napoletana del Settecento ricordiamo anche il cantante Carlo Broschi, detto Farinelli, e il librettista Metastasio.

Napoli nell’Ottocento era uno dei massimi centri operistici europei e la principale scuola musicale italiana. Accanto all’Opera seria, in città nacque come genere a sé l’Opera buffa che costituiva in origine un intermezzo della prima. Lo stile comico si impone a Napoli grazie alla sua vena popolare, divertente e dal lieto fino, e dalla presenza di personaggi burleschi. Lo stile comico visse un’espansione senza precedenti così come la cultura musicale a Napoli che si poté avvalere di altre due importantissime istituzioni: il Conservatorio di San Pietro a Majella e il Real Teatro San Carlo, entrambi attivi tutt’oggi e punti di riferimento della cultura in città.

La scuola napoletana esaurì la sua forza propulsiva soltanto ai primi del Novecento, imponendosi quindi come una delle più longeve nella storia musicale d’Italia.

1710

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