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Tradizioni

Tradizioni

Il teatro, la musica, la canzone sono parti importanti della tradizione popolare napoletana. E lo sono anche la religione e la religiosità che permeano la cultura dei cittadini partenopei. Visitare Napoli significa immergersi nelle sue tradizioni, farle proprie sforzandosi di capirle anche se non le si condivide. Le tradizioni napoletane sono le specchio della grande cultura che ha avvolto e che continua a caratterizzare una città che da un parte è in continuo movimento, ma dall’altra guarda con gioia e rispetto al suo passato.

Il teatro napoletano ha avuto straordinari interpreti: Eduardo de Filippo, Raffaele Viviani, Eduardo Scarpetta e Antonio Petito hanno saputo cogliere gli aspetti più profondi del proprio popolo e metterli in scena con grazia, raffinatezza ed estremo realismo. Il teatro si nutre anche della sceneggiata – un genere tuttora rappresentato – che si serve di personaggi fissi, ognuno dei quali è un pezzo della società napoletana. Alcuni di questi personaggi si possono definire “Maschere” come quelle carnevalesche, basti pensare a Pulcinella.

Il teatro si fonde con la religione nella tradizione del Presepe di cui Eduardo è stato il massimo interprete.  L’impulso religioso è molto sentito dai napoletani che vivono la fede in modo collettivo ed influenzando, con il proprio credo, le stesse istituzioni religiose. L’esempio di tutto ciò è la venerazione per il Patrono San Gennaro, ed il miracolo dello scioglimento del sangue del Santo che si ripete ogni anno nel Duomo.

La musica e la canzone napoletana hanno ben presto varcato i confini cittadini e nazionali, diventando in questo modo mito. O’ sole mio!, 'O surdato 'nnammurato e Funiculì, funiculà! sono famose in tutto il mondo, ma almeno un paio di secoli prima che queste canzoni fossero scritte, Napoli era già una delle capitali mondiali della musica. In città si sviluppò una scuola musicale che ebbe straordinari picchi di successo: alla fine del Cinquecento nacquero in città ben 5 Conservatori mentre nel 1700 Francesco Durante, Alessandro Scarlatti e Giovanni Paisiello imposero Napoli all’attenzione culturale e musicale europea.

Passeggiando per le vie del centro antico non si potrà non far caso alla musicalità della lingua napoletana, alla tradizione del caffè sospeso, ai Pulcinella che sbucano da ogni parte richiamando i numeri della Smorfia, ai corni portafortuna che campeggiano un po’ ovunque (i napoletani sono generalmente molto superstiziosi): tutti simboli delle tradizioni di Napoli, ancora oggi vive e piene di storie.

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